Progressive Italiano


1970
Balletto di Bronzo > Sirio 2222 (RCA)
The Trip (RCA)

1971
Franco Battiato > Fetus (Bla Bla)
New Trolls > Concerto Grosso (Fonit)
The Trip > Caronte (RCA)
Rovescio della Medaglia > La Bibbia (RCA)
Osanna > L’uomo (Fonit Cetra)
Nuova Idea > In The Beginning (Ariston)
Delirium > Dolce Acqua (Fonit Cetra)
Orme > Collage (Philips)

1972
Premiata Forneria Marconi > Storia di un minuto (Numero 1)
Premiata Forneria Marconi > Per un amico (Numero 1)
Banco del Mutuo Soccorso (Ricordi)
Banco del Mutuo Soccorso > Darwin! (Ricordi)
Alan Sorrenti > Aria (Harvest)
Franco Battiato > Pollution (Bla Bla)
Perigeo > Azimuth (RCA)
Balletto di Bronzo > Ys (Polydor)
Garybaldi > Nuda (CGD)
The Trip > Atlantide (RCA)
Nuova Idea > Mr. E. Jones (Ariston)
Orme > Uomo di pezza (Philips)
Raccomandata Ricevuta Ritorno > Per… un mondo di cristallo (Fonit)

1973
Premiata Forneria Marconi > Photos Of Ghosts (Manticore)
Banco del Mutuo Soccorso > Io sono nato libero (Ricordi)
Area > Arbeit Macht Frei (Cramps)
Alan Sorrenti > Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto (Harvest)
Franco Battiato > Sulle corde di Aries (Bla Bla)
Perigeo > Abbiamo tutti un blues da piangere (RCA)
Acqua Fragile (Numero 1)
Rovescio della Medaglia > Contaminazione (RCA)
The Trip > Time Of Change (Trident)
Saint Just (EMI)
Aktuala (Bla Bla)
Sensations’ Fix > Fragments Of Light (Polydor)
Orme > Felona e Sorona (Philips)
Nuova Idea > Clowns (Ariston)

1974

Lucio Battisti > Anima Latina (Numero 1)
Area > Caution Radiation Area (Cramps)
Premiata Forneria Marconi > L’isola di niente (Numero 1)
Premiata Forneria Marconi > The World Became The World (Manticore)
Premiata Forneria Marconi > Live in USA (Numero 1)
Perigeo > Genealogia (RCA)
Franco Battiato > Clic (Bla Bla) 
Acque Fragile > Mass-Media Stars (Ricordi)
Arti + Mestieri > Tilt (Cramps)
Biglietto per l’inferno (Trident)
Saint Just > La casa del lago (EMI)

1975
Banco del Mutuo Soccorso > Banco (Manticore)
Area > CRAC! (Cramps)
Napoli Centrale (Ricordi)
Premiata Forneria Marconi > Chocolate Kings (Numero 1)
Perigeo > La valle dei templi (RCA)
Arti + Mestieri > Giro di valzer per domani (Cramps)

Fino ai giorni del progressive la musica rock aveva intaccato pochissimo la superficie della cultura musicale italiana. Se il rock & roll aveva goduto di qualche popolarità era stato soprattutto per mezzo della “traduzione” di artisti leggeri come Adriano Celentano, e anche se negli anni sessanta i nomi di Beatles e Rolling Stones erano noti, i dischi originali inglesi ed americani nel nostro paese erano pressoché introvabili; tutto il Beat arrivava riflesso nei 45 giri dei gruppi “Bit” nostrani, che banalizzavano le melodie più orecchiabili in chiave leggera.
La rivoluzione della musica Rock (che allora chiamavamo però Pop, probabilmente da Pop Art) arrivò per la prima volta di prima mano ad opera dei gruppi prog: King Crimson, Genesis, Van Der Graaf Generator, EL&P, Pink Floyd, così come conobbero un notevole successo il jazz rock di Weather Report e la musica elettronica di Tangerine Dream.
Addirittura gruppi come i Genesis di Peter Gabriel, i VDGG di Peter Hammill ed i Gentle Giant ebbero un successo di massa prima nel nostro paese che in patria. Cosa che si sarebbe ripetuta, in chiave minore, una generazione dopo con i Porcupine Tree. Forse questa sintonia del pubblico italiano con il progressive sinfonico può trovare una spiegazione nella nostra cultura di melodramma, opera ed operetta.
Non solo gli italiani amavano il rock progressivo, ma ne diventarono primi attori, prima con gruppi allevati oltremanica come The Trip di Joe Vescovi, poi esportando in Inghilterra, in USA, in Giappone i nostri gruppi più belli come Premiata Forneria Marconi, Banco del Mutuo Soccorso, Perigeo.

PFM e Banco ebbero l’onore di un contratto discografico inglese firmato con Manticore (l’etichetta discografica di Greg Lake e soci), collaborarono strettamente con artisti come Pete Sinfield dei King Crimson e Peter Hammill dei VDGG, e tennero concerti in teatri come il Rainbow di Londra e a NYC, dove registrarono Live In USA, cogliendo l’obiettivo delle classifiche di vendita straniere.
Il gruppo jazz rock dei Perigeo fece da gruppo di spalla ai Weather Report in parte del loro tour mondiale.
Photos Of Ghosts, il disco del 1973 della PFM prodotto da Pete Sinfield, può essere considerato uno dei gioielli della musica progressive globale.
Accanto ai gruppi più celebri e celebrati era presente comunque un fertile underground di gruppi minori che pure in una certa ingenuità di suono e nell’incertezza dell’idioma anglofono realizzarono piccole gemme ancora oggi piacevoli da ascoltare, una sorta di scena di Canterbury “de noiartri”: The Trip, Il Balletto di Bronzo, Il Rovescio della Medaglia, Quella Vecchia Locanda, Acqua Fragile. Tutti dischi ristampati in CD. Altri gruppi come gli Area di Demetrio Stratos si guadagnarono un seguito di culto nel pubblico più smaliziato. Franco Battiato aprì la sua carriera incidendo musica elettronica per poi planare verso una canzone d’autore mai priva di volontà di sperimentare, mentre Alan Sorrenti nacque come emulo di Tim Buckley per virare bruscamente verso una becera dance music.

Rapidamente come era arrivato il Prog uscì dai radar del nostro pubblico nella seconda metà degli anni settanta, lasciando però in eredità una cultura del Rock che non si sarebbe più estinta, grazie anche alle numerose testate giornalistiche che nacquero in quegli anni (o in quelli immediatamente successivi).

vedi anche Cantautori.

6 commenti:

red ha detto...

Ho sempre trovato il progressive italiano piuttosto limitato, con l'eccezione di PFM e BMS (i primi lavori)
E' inoltre invecchiato malissimo, ascoltare oggi i dischi di allora è davvero difficile, mentre i capolavori inglesi sono ancora perfettamente godibili
Credo che dipenda dal fatto che ci manca proprio il retroterra necessario, oltre al fatto della lingua italiana, spesso inadatta

brazzz ha detto...

bè..nel prog italiano salverei pfm e banco..il resto è robetta..discorso a parte per gli AREA..tra l'altro di cervia,vicini a me..l'etichetta prog è un pò strettina..di sicuro la più grande band italiana di sempre(parer mio)..musicisti pazzeschi, politicamente impegnatissimi..abeit mach frei è un disco semplicemente splendido..tralasciando pin la carriera del povero,grande demetrio...

Blue Bottazzi ha detto...

Mi ero dimenticato di aggiungere il mio commento in calce alle discografie. Se ci fate caso ora c'è.

alexdoc ha detto...

Adoro Area, Pfm, i primi del Banco e il jazz-rock del Perigeo (sorta di piccoli grandi Weather Report nostrani). Ma il caso più singolare, che sto con piacere riprendendo in esame in questi giorni, sono gli esordi del Franco da Jonia. Avanti almeno cent'anni, qualcosa di incredibile e imprevedibile ancora adesso. Quei lavori di Battiato inizi 70 sono flusso di Genio incontrastato e incontrollato che in seguito ha deciso di darsi schemi e strutture, ma si è "accontentato" di rimanere il più rivoluzionario musicista di tutta la scena italiana. Nessuno più come lui, nè allora nè oggi nè mai. Parola di uno che non ha mai amato più di tanto la sua opera degli ultimi 3 decenni, ma che stima come pochi la persona, uno dei pochi in Italia a essere degni dell'appellativo di Artista. E non è poco.

Anonimo ha detto...

la musica prog è la mia passione, vi consiglio i cofanetti della universal "progressive rock" purtroppo non sono riuscito a comprare il secondo volume perche finiti ma visto che tra pochi giorni (ho letto) usciranno il 3 4 5 spero che rimettano sugli scaffali anche quelli precedenti in modo da poterli comprare... vi consiglio anche il sito di alcuni musicisti amici che fanno un genere mezzo prog di milano: www.facebook.com/EffettoNegativo

Greg Petrelli ha detto...

Bellissimo blog. Chiaro, semplice, utile... non vedo però gli Stormy Six qui nella sezione prog. Mi sono molto piaciuti e credo abbiano fatto qualcosa di importante.