best of 1994


Dave Matthews Band > Under The Table And Dreaming (RCA)
Van Morrison > A Night In San Francisco (Polydor)
Blues Traveler > Four (A&M)
Nick Lowe > The Impossible Bird (Upstart)
Nick Cave & Bad Seeds > Let Love In (Mute)
Tom Petty > Wildflowers (Warner Bros)
Dave Alvin > King Of California (Hightone Records)
Johnny Cash > American Recordings (American)
Jeff Buckley > Grace (Columbia)
Neil Young > Sleep With Angels (Reprise)
John Cougar Mellencamp > Dance Naked (Mercury)
Lyle Lovett > I Love Everybody (Curb)
Townes Van Zandt > No Deeper Blue (roadsong)
Dillon O'Brian > Songs From My Last Confession (RCA)
Todd Snider > Songs For The Daily Planet (MCA)
Leonard Cohen > Cohen Live In Concert (Columbia)
Nirvana > Unplugged In New York (Geffen)
Marillion > Brave (EMI)
Alexander Escovedo > Thirteen Years (Watermelon)
Phish > Hoist (Elektra)
Chris Duarte > Sugar Texas (Silvertone)
Bob Seger & The Silver Bullet Band > Greatest Hits (Capitol)
Otis Blackwell > Brace Yourself! (a tribute to…) (Shanachie)
Traffic > Far From Home (Virgin)

22 commenti:

Andrea ha detto...

Prima di iniziare la solita sfilza di capolavori "persi nel Blue"... Wildflower di Tom Petty te lo sei dimenticato, vero? E magari lo si può anche mettere sulla cover? No?
Vabbè....
Pavement-Crooked rain, crooked rain
Jon Spencer Blues Explosion-Orange
Oasis-Definitely Maybe
Blur-Parklife
Pulp-His'n'hers
Manic Street Preachers-The holy Bible
Beck-Mellow gold
Morrissey-Vauxhall and I
The The-Hanky Panky
Hole-Live through this
Massive Attack-Protection
Portishead-Dummy
Soundgarden-Superunknown
Beastie Boys-Ill communication
Julian Cope-Autogeddon
Tori Amos-Under the pink
Sinead O'Connor-Universal mother
Hootie and the Blowfish-Cracked rearview mirror
Rem-Monster
Black Crowes-Amorica
Primal Scream-Give out but don't give up
deus-Worst case scenario
Grant Lee Buffalo-Mighty Joe Moon
American Music Club-San Francisco
Ben Harper-Welcome to the cruel world
Pearl Jam-Vitalogy
CSI-Ko de mondo
Marlene Kuntz-Catartica
Sebadoh-Bakesale

Pazzesco

Blue Bottazzi ha detto...

Grande Andrea! Sì, Wildflowers l'avevo dimenticato, anche se per me il Grande Tom Petty è quello degli anni MCA (Shelter / Backstreets), quello che ha preso commiato con l'ultima danza di Mar Jane. Comunque grande Wildflowers! Lo inserisco dopo Nick Cave e prima di Dave Alvin ;-)

alexdoc ha detto...

Stavolta Andrea mi ha bruciato sul tempo. Il bilancio del 1994: siamo al compimento almeno di un lustro se non di un decennio (1985-94), degna e inevitabile fine di ogni ciclo. L'egregio epilogo di una serie miracolosa, in una miscela epocale di "classico" e "moderno", tra novità e tradizione. Il futuro immediato, denso di incognite, non manterrà pienamente le promesse, si navigherà a vista vivacchiando un pò di rendita artistica, ma intanto si continuano ancora per anni a gustare i frutti raccolti da un periodo di semina prodigioso come pochi altri, anche se certamente più trascurato e "incompreso". Non mi resta altro che aggiungere altri prodotti tutti più o meno degni di nota, all'altezza dei "vostri":

Alice In Chains - Jar of flies
Phil Alvin - Country fair 2000
David Byrne - David Byrne
Eric Clapton - From the cradle
Bob Dylan - Greatest hits vol. 3
Ali Farka Toure with Ry Cooder - Talking Timbuktu
Robert Fripp and David Sylvian - Damage (live)
Bill Frisell - This land
Peter Gabriel - Secret World Live
Ben Harper - Welcome to the cruel world
Ted Hawkins - The next hundred years
Jimi Hendrix - Blues (ant.)
John Hiatt - Hiatt comes alive at Budokan?
King Crimson - Vrooom
Lambchop - I hope you're sitting down
Mark Lanegan - Whiskey for the holy ghost
John Martyn - Sweet little mysteries (The Island Anthology)
Joni Mitchell - Turbulent Indigo
Willie Nelson - Healing the hands of time
Jimmy Page & Robert Plant - No quarter: Unledded
Dan Penn - Do right man
Robbie Robertson - Music for the native americans
Kevin Salem - Soma City
Soul Coughing - Ruby Vrooom
Subdudes - Annunciation
Sugar - File under: easy listening
Jimmie Vaughan - Strange pleasure
Tony Joe White - Polk salad Annie: the best of
Vic Chestnutt - Drunk
Edwyn Collins - Gorgeous George
A.J. Croce - A.J.Croce
Dodgy - Homegrown
Pete Droge - Necktie second
Go To Blazes - Anytime anywhere
G.Love and Special Sauce - s/t
Kristin Hersh - Hips and makers
Keb'Mo - Keb'Mo
Paul Kelly - Wanted man
Ian Macnabb - Head like a rock
Mother Station - Mother Station
Stina Nordestan - And she closed her eyes
Billy Pilgrim - Billy Pilgrim
Pride & Glory - Pride & Glory
Screamin' Cheetah Wheelies - s/t
Stone Temple Pilots - Purple
Come - Don't ask don't tell
Diamanda Galas & John Paul Jones - The sporting life
Meat Puppets - Too high to die
Walkabouts - Setting the woods on fire
Lisa Germano - Happiness / Geek the girl
Husker Du - The living end (live)
Jello Biafra & Mojo Nixon - Prairie home invasion
Thornetta Davis with the Big Chief Band - Shout out (to the dusthuffer)
Richard Thompson - Mirror blue
John Trudell - Johnny Damas & me
Giant Sand - Glum
Live - Throwing Copper
Lynyrd Skynyrd - Endangered species
Allman Brothers Band - Where it all begins
Widespread Panic - Ain't life grand
Victoria Williams - Loose
Weezer - Weezer
Paul Weller - Live Wood
Vari - Pulp Fiction (O.s.t.)

alexdoc ha detto...

Pops Staples - Father father
Vari - All men are brothers: a tribute to Curtis Mayfield

alexdoc ha detto...

Vari - No Prima Donna: the songs of Van Morrison

red ha detto...

Come ho già detto in commenti precedenti, il decennio 85-95 me lo sono perso, e quindi non sono in grado di dare il mio contributo.
Mi pare però che le proposte dei lettori stiano diventando simili all'elenco telefonico, possibile che nel 94 si siano sfornati decine e decine di capolavori e vent'anni prima la metà della metà?
Qualcosa non quadra, secondo me
Non vorrei tirare fuori di nuovo la storia del modo di vivere la musica a 16 anni e a 40/50 anni, ma una riflessione si imporrebbe
Ciao a tutti

alexdoc ha detto...

Red, è semplicemente un fatto di natura "cronologica" che mi pareva di aver già espresso in qualche descrizione precedente, ma che si vede necessita di una spiegazione più esauriente. Secondo me si deve tutto a due fattori:

1) I "generi" e le "scuole" musicali si sono moltiplicati a dismisura. Tradotto: c'è molta più gente che suona e fa dischi. E' vero, ci sono meno capolavori assoluti, quelli appartengono tutti ai 60-70, ma ce ne sono tanti tutti di buono, a volte ottimo livello. Facendo un paragone calcistico: non più i fuoriclasse oltre ogni categoria come Pelè e Maradona, ma tanti campioni eccellenti. Io in particolare non ho mai detto che quelli da me chiamati in causa sono tutti capolavori, ma semplicemente opere oggettivamente da segnalare perchè ognuna con una sua dignità artistica apprezzabile per gli amanti di "quello" stile e gusto. E quindi meritevoli di non essere perse nel tempo, della presenza in sede di "contributi dei lettori". Non ho certo mai chiesto a Blue di inserirle nella sua personale lista. Il blog è suo, a me andava solo di affiancarlo in questa sorta di "ricerca" storica a cui tengo molto.

2) Il motivo forse più evidente e dimenticato al tempo stesso: lo definirei "l'Uovo di Colombo del Rock". Una questione meramente anagrafica. Nei '60 e '70 citiamo dischi realizzati soprattutto da 20enni e a volte 30enni. Nei decenni successivi è avvenuto un curioso particolare: il Rock è diventato "Grande", a volte "vecchio". Ovvero, alla faccia di "I hope to die before to get old", ai "nuovi" 20enni si aggiungono i dischi altrettanto se non più validi dei 30-40-50enni, gli esponenti delle generazioni precedenti che incuranti dell'età che avanza, continuano a "rockeggiare" (come direbbe Homer Simpson) spesso e volentieri con risultati impensabili 2-3 decadi prima. Dal film "Almost famous", ambientato nel 1973, il manager alla sua rock band: "Cosa credi? Che Mick Jagger continuerà a cantare Satisfaction e sculettare sul palco fino a 40 anni suonati?"...

Spero di aver chiarito il "problema". A ogni modo, tranquilli: come ho già anticipato, negli anni a seguire si diraderanno le uscite che rispondono alla nostra "domanda" musicale, e quindi l'"elenco telefonico" subirà un deciso e drastico taglio. Al massimo tornerà a essere l'agendina di rapida consultazione che era prima. Un saluto a tutti.

red ha detto...

Grazie Alexdoc.
Spiegazione convincente ed esauriente, soprattutto per il punto 2.
Vorrei precisare però che la mia non era una critica, al contrario, sono ben contento che tanti artisti siano così apprezzati.
Volevo solo capire.
Piuttosto, visto che siamo ormai nella seconda decade degli anni duemila, ai ventenni di oggi dobbiamo aggiungere i ventenni degli anni 80-90 e quelli degli anni sessanta, che ormai sono vicini ai settanta anni (se non li hanno già raggiunti)
Altro che sculettare a quarant'anni, questi ce li teniamo fino a novanta...e in certi casi non fanno certo bella figura, come quei calciatori che non capiscono quando è ora di appendere le scarpette al chiodo

alexdoc ha detto...

Grazie a te, Red. Ho capito che la tua non era una critica. Anzi, hai centrato il punto proseguendo il mio paragone calcistico, anche il tuo finale è assai azzeccato. Adesso, i 20enni (musicanti s'intende) non sembrano avere lo stesso valore medio elevatissimo c 15-20 anni fa, e i Venerati Maestri e Padri del Rock allora 40-50 anni, oggi sono 60-70enni non proprio tutti in formissima, usando un eufemismo estremo pari al rispetto nei confronti di chi ha fatto grande il nostro amato Rock. Ma soprattutto manca una "schiera di mezzo", di 40-50enni eccelsi come i Grandi Vecchi sono stati, a passare il testimone e fare da ponte tra generazioni. Ma "a quei tempi", ossia negli anni presi in esame di recente, era tutta un'altra... Musica. (eh,eh)

Sul ritorno del paradosso della "musica a 16 e 40/50 anni", non mi tocca minimamente: personalmente a 16 anni ascoltavo la musica "mia coetanea" e quella dei 40-50enni, e questi ultimi sia nei lavori degli anni contemporanei sia "when they were young". Andavo "oltre" ogni distinzione. E assicuro che non ero il solo.

P.s. Non ho voluto negare una "nomination" anche ai tanti onesti gregari, gli "operai", i "mediani" del Pop-Rock, una "rivalutazione" (in alcuni casi si può parlare a tutti gli effetti di "riabilitazione") per affermare il giusto tributo a meno celebri e talvolta semisconosciuti ma squisiti autori di album e canzoni che hanno soddisfatto tanti di noi.

alexdoc ha detto...

Per quanto riguarda la citazione di "Quasi famosi" volutamente autoironica da parte del regista Cameron Crowe, appassionato rockettaro, serviva proprio a smitizzare e "denunciare" con un sorriso di fan il controsenso della "musica nata giovane" portata avanti "vita natural durante", all'infinito (l'"imputato" Mick ha 68 anni e zero intenzioni di smettere).

red ha detto...

Anche se un po' fuori tema chiederei a Blue di mettere da qualche parte un post sui grandi vecchi del rock, e sul senso che ha la loro "testardaggine" nel continuare.
Mick Jagger è certamente l'imputato eccellente, per quello che cantava a vent'anni e per quello che ha rappresentato per la sua generazione, ma certamente l'elenco è lungo, da Bob Dylan, a Elton John, agli eroi del prog che stanchi, grassi e talvolta alcoolizzati tentano ancora di fare i concerti, che tra l'altro costano a volte un occhio della testa.
E badate bene, non ne faccio solo una questione di coerenza politico-sociale, che pure meriterebbe di essere dibattuta; parlo proprio dell'aspetto musicale. Molti, se non tutti, non hanno niente di nuovo da dire, e sul palco sono francamente patetici.
Ma perchè continuano (anzi continuiamo) ad andarli a vedere?

Blue Bottazzi ha detto...

Come siete severi! Io credo che per un musicista sia naturale suonare, non solo per bisogno ma anche per piacere.
Pensate a questi ragazzi di vent'anni che da un giorno all'altro si sono trovati sull'Olimpo, pensando che durasse per sempre. Cocaina ("il modo di Dio per dirci che stiamo guadagnando troppo" © Nick Kent), sesso, Rolls Royce. Poi da un giorno all'altro trovarsi superati e fuori moda, nessuno che ti rinnova neppure il contratto e le tasse da pagare...
Mi piace il riscatto di chi, decenni dopo aver suonato pensando di essere Dio, si ritrova a farlo solo per la passione di farlo e perché non saprebbe fare altro nella vita, magari di fronte a platee deludenti. Penso a Jethro Tull, di cui ho visto un concerto degli anni duemila, e mi hanno dato l'impressione di modestia e piacere di suonare.
D'accordo invece che è insopportabile sentire chi recita la parte di sé stesso come in una sit-com; per esempio i citati Stones. Preferisco di gran lunga Richards con i Winos...

Blue Bottazzi ha detto...

Leggo nella mail di Red un riferimento al disastroso tour di EL&P (anzi, senza soprattutto senza Palmer).
Quello sì, è penoso. Alcolismo e il vuoto dentro... come rovinarsi la vita a dispetto del proprio talento...

sì, magari lo scrivo quel pezzo ;-)

red ha detto...

Certo, non bisogna fare di ogni erba un fascio.
Ci sono musicisti che hanno saputo invecchiare alla grande, e che suonano nei club per poche decine di persone, dopo avere riempito arene ben più grandi all'apice del successo.
Sono quelli che suonano per passione, come Peter Hammill, giusto per fare un esempio, o i Jethro Tull.
Qualche anno fa ho visto Brian Auger, che Blue ben conosce e che a dispetto della forse scarsa popolarità è stato un grande innovatore; non eravamo più di cinquanta persone a vederlo, e ricordo ancora con piacere l'affabilità di Brian che salutava tutti uno ad uno al termine del concerto (non c'è voluto molto...)
Il mio commento severo si riferiva ad altri, come Jagger, come Keith Emerson, come Dylan, come Bono, che pontificano ancora dall'alto del loro piedistallo senza accorgersi che sta crollando.
Quello che più mi dà fastidio è che questa gente si rende conto di quanto sia patetica, ma continua a farlo perchè l'amore per la musica è stato sostituito dalla smania di successo, o per lo meno dalla necessità parossistica di essere famosi.
Naturalmente si tratta sempre di opinioni personali, ma se Blue vorrà fare il pezzo completerò volentieri la lista dei "traditori".

alexdoc ha detto...

Non mettermi nello schieramento dei "severi", non mi sognerei mai di rimproverare a questi anziani signori di continuare a fare l'unica cosa che sanno fare nella vita, quel mostro spaventagenitori da "trovati un vero lavoro!" che invece casualmente e fortunatamente li ha resi ricchi e famosi.

P.s. per me, EL&P erano penosi anche a 20 anni, figuratevi adesso... ;)

red ha detto...

@alexdoc: permettimi di dissentire, almeno in parte.
D'accordo con te quando dici che fortunatamente questi signori hanno seguito il loro talento, regalandoci così tanta buona musica.
Ma se un pittore se pur grande non riesce più a tenere in mano il pennello è meglio che smetta, così pure un grande chirurgo se gli trema la mano.
Per quanto riguarda EL&P sui gusti non si discute; figurati che io non sopporto Dylan e ascolto malvolentieri Springsteen...
ciao

alexdoc ha detto...

La mia natura fortemente avversa a ogni "censura" mi fa dire: liberissimi loro di continuare in eterno, altrettanto se non di più noi di smettere di seguirli, su disco e dal vivo.
Io sono un adoratore sia di Bruce che di Bob, e forse non faccio testo, ma mi sembra che decine di artisti abbiano retto all'usura del tempo molto peggio di quei due. Ma qui entra in scena "the" gustibus... ;)
Ciao!

alexdoc ha detto...

Walter Becker - 11 tracks of whack

Alex ha detto...

Bruce Cockburn - Dart to the heart

Anonimo ha detto...

Joe Jackson - Night Music,

questo per me è l'album più bello dell'anno, nonchè uno dei più belli degli anni '90. Il periodo pop-classico di Joe Jackson è poco considerato ma per me è molto ispirato.

In quanto alla discussione su Bob Dylan, Elton John e Springsteen, credo proprio che non si possa dire che si dovrebbe ritirate. Springsteen è in gran forma, Dylan è Dylan, e come tale dovrebbe continuare a suonare fino a 90 anni, solo per l'importanza di quello che ha fatto; e comunque ho visto dei brani dal vivo su you tube straordinari, e gli album in studio sono ancora molto validi.
Elton John forse in studio non rende più come prima, ma dal vivo mi sembra che regga ancora piittostp bene...e poi chi sono i giovani che dovrebbero sostituirli?...

Blue Bottazzi ha detto...

Beh, Elton John è tornato: The Captain Of The Kid "era" il miglior album della sua carriera, e The Union con Leon Russell persino meglio.

Anonimo ha detto...

Ciao Blue, rispetto molto i tuopi gusti musicali, anzi, direi che siamo proprio sulla stessa linea d'onda.. Quindi riascolterò attentamente "The captain and the kid" (che mi sembrava discreto ma ninte di più, però forse non l'ho ascoltato abbastanza con attenzione..anche se superare i capolavori anni '70 mi sembra quasi impossibile..."The union" lo devo ancora sentire...Avevo ascoltato qualcosa su you tube e mi sembrava ottimo...). Tra gli ultimi album avevo apprezzato molto "Songs from the west coast" del 2001, ma già il successivo "Peachtree road" non mi era sembrato granchè...In ogni caso Elton John resta uno dei migliori autori pop rock di sempre.
Ciao a presto!!